SPAZIO DONNA E OFF - L’EREDITÀ DELLE DONNE

PRESENTANO

SENZA ARTE NÉ PARTE

UNA MOSTRA A CURA DI ANTONELLA VENTRIGLIA

INTRODUZIONE

Entra.

Ascolta il silenzio che hanno imposto a tante donne.

In questa stanza non troverai capolavori incorniciati, ma volti, voci, sguardi che la storia ha voluto cancellare.

Questa mostra è per loro.

GALA DALÍ

Spesso ricordata solo come musa di Dalí, ma era molto di più: manager spietata, stratega dell'immagine, co-autrice di molte idee. È stata una presenza determinante per la carriera e l’economia di Dalí. Amava circondarsi di artisti e intellettuali, e aveva un carisma magnetico che nessuno ignorava. In molte opere di Dalí lei appare di spalle, come guida che apre il varco verso un altro mondo.

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VANESSA BELL

Sorella di Virginia Woolf e anima visiva del Bloomsbury Group, è stata una delle prime a portare in Inghilterra i colori e le forme più audaci del post-impressionismo. Amava sperimentare: dipingeva, disegnava tessuti, progettava copertine per la Hogarth Press. La sua casa, Charleston, è diventata un’opera d’arte totale: pareti dipinte, mobili reinventati, ogni oggetto racconta il suo stile libero e anticonvenzionale.

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MARGARET KEANE

Quella degli “occhioni”: bambini e adulti dagli occhi enormi, malinconici. Dietro i suoi quadri c’è una storia di appropriazione e riscatto: per anni il marito Walter si attribuì la paternità delle opere, ma lei lo smascherò in tribunale… dipingendo dal vivo, di fronte al giudice, mentre lui si rifiutava. Ha vinto lei. Il film Big Eyes racconta questa vicenda assurda e potentissima.

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LEE KRASNER

Per anni etichettata come “moglie di Pollock”, in realtà era una potenza pittorica con una ricerca tutta sua: ritmo, frammentazione, energia fisica sulla tela. Quando Pollock morì, lei trasformò il dolore in un nuovo linguaggio: tele enormi e luminose, che oggi molti critici considerano tra i vertici dell’Espressionismo Astratto. Ha anche curato instancabilmente l’eredità artistica del marito, garantendo al tempo stesso la visibilità della propria.

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DOROTHEA TANNING

Pittrice, scultrice, scrittrice: un’artista-mondo. Entrò nel Surrealismo quasi per caso, dopo una mostra di Max Ernst (che poi sposò). Le sue opere sono soglie: porte semichiuse, stanze che si aprono nell’inconscio, ragazze con abiti che sembrano prendere vita. Negli ultimi anni si dedicò alla poesia con un’ironia sottile e malinconica. Ha lavorato fino a 101 anni, senza mai perdere la sua curiosità feroce.

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ELAINE DE KOONING

Una mano velocissima, quasi “giornalistica”: i suoi ritratti catturano persone vere in un lampo di energia. Amava dipingere dal vivo, in studio e ovunque le capitasse. È stata una delle prime donne a insegnare pittura a tempo pieno in importanti università americane. E sì, ha ritratto anche Presidenti (come JFK!), sempre con quel suo tratto vibrante e fluido che sembra muoversi sotto gli occhi.

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GABRIELE MÜNTER

Per troppo tempo ricordata solo come “compagna di Kandinsky”, in realtà è stata una pioniera dell’Espressionismo tedesco e parte fondante del gruppo Der Blaue Reiter. Il suo stile, fatto di colori piatti e intensi e linee nette, ha influenzato l’intero movimento. Durante il nazismo salvò centinaia di opere di Kandinsky, Marc e altri artisti, nascondendole in casa: se la storia dell’arte li possiede ancora, è in gran parte merito suo.

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SOPHIE TAUPER ARP

Una delle figure più versatili del Dada: pittrice, designer, ballerina, scenografa, architetta delle forme geometriche. Per lei non c’erano confini tra arte e vita quotidiana: progettava mobili, interni, marionette, abiti. La sua precisione astratta è stata rivoluzionaria. Tra l’altro è una delle pochissime donne raffigurate su banconote ufficiali: il franco svizzero le ha dedicato il taglio da 50.

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Nota curatoriale

Le voci presenti in questa “landing page” — relative a Gala Dalí, Vanessa Bell, Margaret Keane, Lee Krasner, Dorothea Tanning, Elaine de Kooning, Gabriele Münter e Sophie Taeuber-Arp — sono state ricostruite mediante un processo filologico e tecnologico congiunto. L’intelligenza artificiale impiegata è stata alimentata con materiali sonori autentici ove disponibili e, nei casi privi di registrazioni, con fonti d’epoca e testimonianze storiche, così da ottenere formanti vocali coerenti con il contesto biografico di ciascuna artista. Le tracce finali sono state successivamente applicate alle registrazioni eseguite dalla curatrice, a cui si devono anche i testi pronunciati.

Eventuali artefatti, variazioni timbriche o differenze qualitative sono da ricondurre alla natura delle fonti originarie, spesso datate, e sono stati volutamente preservati per restituire all’ascoltatore una dimensione più vicina all’epoca in cui queste artiste hanno vissuto e operato.

Per approfondire le rispettive biografie, si è scelto di rimandare a Wikipedia: una decisione consapevole, volta a evitare il tono talvolta ampolloso della critica specialistica e, al contrario, a favorire l’accesso libero, diretto e verificabile alla conoscenza. Le informazioni offerte da tali pagine, costantemente aggiornate e sottoposte a supervisione comunitaria, garantiscono una base essenziale, chiara e controllabile per chi desideri esplorare ulteriormente le loro vite e i loro contributi.